Dicembre è il mese che porta l’inverno nelle nostre giornate, che imbianca i tetti delle case e le strade, che invita a raccogliersi davanti al crepitio del fuoco di un camino. Dicembre è anche il mese della feste per eccellenza: il Santo Natale e la notte di San Silvestro, occasioni per rasserenare gli animi e fare buoni propositi per il nuovo anno.

Sebbene questo non sia il mese più tipicamente motociclistico, i soci del nostro Moto Club hanno comunque avuto la possibilità di ritrovarsi in diverse occasioni.

 

Ma quale autunno? Ma quale tristezza che riempie i vuoti lasciati dall’estate? Perchè lasciarsi intimidire dal cielo plumbeo e rimanere incollati sul divano come se fossimo trattenuti da un magnete? Agire, reagire, assecondare la propria passione e la voglia di condividere qualche ora con gli amici: ottime medicine naturali contro l’apatia che rischia di sopraffarci a causa del grigiore di una domenica di ottobre.

 

Facendo un po’ di ordine tra i cassetti della memoria (e tra le cartelle del computer…) sono stati ritrovati due pezzi che si aggiungono al puzzle delle attività del nostro Moto Club, per l’anno di grazia 2010.

 

Grazie a Simone per aver mantenuto la parola data: le righe che seguono sono la sua introduzione al racconto dell’avventura vissuta recentemente negli Stati Uniti d’America, con la moglie Silvia, la fidata GoldWind, e un gruppo di amici. Attendiamo il seguito, mentre vaghiamo per il Lontano Ovest grazie alle tante foto pubblicate!

 

Piove. La temperatura atmosferica la puoi indicare con le dita di una unica mano. Davanti ci sono ancora più di cento chilometri. Tra i rivoli d’acqua che scivolano veloci sulla visiera cerchi di capire se là davanti a te, sui 1.600 metri di altitudine, troverai ancora la pioggia o solida neve; ma i monti sono coperti da una coltre compatta di nuvole grigie che nasconde con piglio sadico la risposta alla tua domanda. Con la coda dell’occhio registri una anomalia: alla tua destra non ci dovrebbe essere il Lago Maggiore a far capolino tra il guard-rail dell’autostrada? E perché c’è solo un ammasso bianco e informe di nebbia?

 

Dopo la lunga pausa estiva ritorna alla quotidianità anche questo spazio, che è nato qualche anno fa per raccontare le avventure vissute da un nutrito gruppo di motociclisti che, anche grazie all’affiatamento affinato nel tempo, si diverte scoprendo le tante bellezze che la mano della Natura e quella dell’Uomo hanno plasmato su questo nostro piccolo e fragile pianeta. Andare in moto non è quindi una condizione limitativa, fine a sé stessa, ma il mezzo, il metodo che permette di trasformare una passione viscerale per i motori e le due ruote in una forma di conoscenza geografica e storica, ma soprattutto in una occasione di scambio di esperienze e di crescita per le persone che vivono queste avventure.